LANDA D'AUTUNNO

Strade solitarie tra Erro e Bormida

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Un mare di colline mi attrae tra le sue onde verdi che sbattono su rocce purpuree e calanchi vetrosi. Come gabbiani bianchissimi, minuscole chiese si appoggiano sulle alture, visibili da lontano e segnano uno dei tanti orizzonti di una landa solitaria bagnata da fiumi e torrenti in discesa verso la pianura.Per questo mondo di mezzo, dove l’Appennino abbozza le sue prime forme,non ho un nome. O meglio, ne ho tanti, Bormida di Millesimo, Bormida di Spigno, Alto Monferrato, Alta Langa, valle dell’Erro… C’è sempre stato? Anche gli scorsi anni? Non ne sono così sicura, perché me ne sono accorta solo da poco, affacciandomi oltre il bordo della provincia di Savona, nella quale vivo. Mi ha stupito, calmato, sedotto e rigenerato. Si è materializzato, come d’incanto si è disegnato sull’ atlante che tengo sempre in auto.      Eccolo, compreso tra le ultime Bormide e i prati lunghi della Badia di Tiglieto. Il Beigua e le sue balze boscose lo separano dal mare. Quante stradine, spesso bianche, sterrate… A parte due provinciali importanti, è una ragnatela di percorsi minori. I paesi, quelli scritti in grassetto, sono Monesiglio, Cortemilia, Bistagno, Sassello, Spigno, per il resto mi sembrano posti così piccoli che u nome non ci sta. Dal vertice di questo triangolo, Acqui Terme emana vapori bollenti e sulfurei.Stasera sono a casa, dalla costa soffia una libecciata violenta e l’aria, anche qui nell’ entroterra, è salmastra. Meraviglie del Finalese, stare in campagna sentendo il profumo del mare, passare dalla sabbia ai boschi bui di lecci in un attimo. Sì, è un posto meraviglioso, il più bel nido che io abbia mai avuto.Però riguardo le foto fatte durante il giorno, in un’esplorazione da Sassello,e mi prende una malìa per quelle terre cui non voglio resistere. Sento che quei posti mi mancano già e come sirene suadenti mi inducono a tornare. A tornarci presto. L’indomani, alle otto, sono già in macchina.